Ho appena finito di vedere un video di Irina Potinga, youtuber che parla di minimalismo e, quindi, anche di minimalismo digitale.
Nel raccontare la sua esperienza di donna moderna che non riusciva a rilassarsi nemmeno in vacanza, perché il cellulare era comunque sempre presente e fonte di stress, a un certo punto rivolge alcune domande al suo pubblico.
Qual è stata l'ultima volta che hai fatto qualcosa senza il telefono?
Quando è stata l'ultima volta che sei uscito lasciando il cellulare a casa?
Quando è stata l'ultima volta che abbiamo fatto qualcosa senza l'obiettivo di metterla online?
Quando è stata l'ultima volta in cui hai guardato la TV senza, nel frattempo, scrollare la timeline di un social?
Sono domande familiari, che mi sono posto più volte e che, a più riprese, mi hanno aiutato a conquistarmi una routine serena ed equilibrata con la tecnologia.
Oggi, però, quelle domande mi hanno praticamente sbattuto in faccia una realtà: sebbene abbia ridimensionato il cellulare ed eliminato i social, da qualche tempo mi sto ritrovando a usare come se lo fossero due applicazioni come YouTube, che non posso disinstallare, e WhatsApp, che purtroppo devo utilizzare nella vita quotidiana.
In questi ultimi mesi, senza nemmeno accorgermene, sono scivolato lungo il gradevole — almeno in un primo momento — piano inclinato degli shorts che YouTube continuava a propormi.
E mio cervello creativo e un po' iperattivo, mi ha portato a costruire contenuti per gli status di WhatsApp un po' a tutte le ore del giorno. Certo, sono destinati a persone reali, gente vera che popola la mia vita e una rubrica che ho già più volte ripulito dai contatti non più autentici.
Ma alla fine che differenza c'è con le storie di FB o di IG che mi vanto di aver abbandonato da più di un anno?
Ripenso allora alle domande di Irina, e realizzo di aver ricominciato - mio malgrado - a fare le cose con il telefono, per mezzo del telefono e con lo scopo di condividerle nel telefono.
E così mi sono ritrovato col guinzaglio di Snoopy in una mano e il cellulare nell'altra, pronto a fotografarlo nella posa più adatta a uno status. Ma vale davvero la pena rinunciare alla libertà di gustarsi un momento presente al 100% per mendicare uno sguardo distratto che, probabilmente, non susciterà nemmeno una risposta?
Sono andato in camera da letto e ho scoperto che i tre libri che aspettavano di essere letti due mesi fa, erano diventati cinque.
È bastato abbassare solo un po' la guardia per ritrovarmi, dopo due mesi, a chiedermi dove fosse finito il tempo: passato a scrollare inutili shorts di cui non ricordo nulla. E, nel frattempo, a dissipare i doni più importanti che abbiamo: il tempo e l'attenzione. Basta davvero poco per farsi acchiappare di nuovo dal mulinello mangia ore che alla fine ti lascia solo stanchezza.
Ma, grazie a Dio, il cervello è elastico. E se gli permettiamo di adagiarsi su una brutta piega, basta un po' di accortezza e qualche sana regola per aiutarlo a tornare a respirare l'aria buona del contatto con noi stessi, con il mondo reale e con forme di intrattenimento che non ci rintontoniscono.
Ho ripreso il foglio che giaceva spiegazzato dentro l'agenda, quello col decalogo che mi ero inventato per vivere la tecnologia con vera libertà e, dopo averlo riletto, l'ho messo bene in vista sul mio comodino, sopra ai cinque libri che attendono di essere letti.
Sono regole che funzionano con me e che mi sono cucito addosso per sentirmi un uomo libero, meno manipolato e felicemente in contatto con me stesso e con il mondo. Non pretendo che siano valide per tutti.
Ma forse, chissà, possono essere uno spunto per buttare giù il proprio decalogo e ridimensionare una tecnologia che nasce per essere al nostro servizio, ma che troppo spesso ha finito per renderci schiavi un po' rimbambiti.
Eccole.
1 - Mai a tavola, mai al bagno, mai in camera da letto, mai quando porto fuori il cane, mai quando ti alleni. E la notte si spegne.
2 - A parte quelle di moglie e figlia, disattiva tutte le notifiche. Tutte!
3 - Se puoi farlo senza cellulare, fallo senza cellulare; scrivere, ricordare, trovare una strada, redigere una lista, la sveglia del mattino...
4 - Non puoi disinstallare YouTube, ma puoi disattivare la cronologia e inibire i suggerimenti.
5 - Mettiti offline un giorno alla settimana. Col tempo, magari anche un'ora al giorno...
6 - Schermata home vuota e non installare giochi.
7 - Se puoi leggere news o argomenti importanti sul sito, fallo dal browser - meglio se da PC - anche se l'app dedicata sarebbe più comoda e veloce. Ogni tanto compra un giornale cartaceo.
8 - Status WhatsApp solo in un momento della giornata. Ma poi, servono davvero a qualche cosa?
9 - Filtra le persone che nutrono la dipendenza dai messaggi. Chiama, incontra.
10 - Usa la modalità aereo quando serve concentrazione: fare un lavoro, leggere, guardare un bel film, giocare con la famiglia, fare un coso, meditare...
Nessun commento:
Posta un commento