Quando entro in un bar o in un ristorante e vedo un dipendente in pausa che mangia lì, mi viene spontaneo fidarmi del posto. Penso sempre che sia la migliore pubblicità possibile.
Se ci mangia lui – mi dico – allora quello che servono dev’essere buono e genuino.
In rete, invece, gira una dichiarazione attribuita al CEO di McDonald’s secondo cui “non mangerebbe mai” nei suoi ristoranti. Ho verificato: non esiste alcuna fonte attendibile che lo confermi. È una bufala.
Ciò che ho trovato, però, è curioso: la stessa McDonald’s, in una comunicazione interna rivolta ai dipendenti tramite il sito “McResource Line”, scriveva:
“i fast-food sono tipicamente ricchi di calorie, grassi saturi, zuccheri e sale e possono mettere le persone a rischio di sovrappeso.” Afferma chiaramente che il fast food è una scelta insana. --> Fonte
Non è proprio la stessa cosa ma un campanellino d'allarme lo accende…🔔
Proprio come certe dichiarazioni di dirigenti – o ex dirigenti – dei grandi social network.
Sean Parker, primo presidente di Facebook, ha detto:
“Solo Dio sa cosa sta facendo al cervello dei nostri figli…” (Dal libro La generazione ansiosa di Jonathan Haidt, che consiglio).
Frances Haugen, ex dipendente di Facebook, citando i file che ha portato come prova, ha mostrato come Instagram peggiori il benessere mentale di molti adolescenti. (Sempre dallo stesso libro).
E ancora Parker, in un’intervista alla CBS News nel 2017, aggiungeva:
«Gli inventori — io, Mark [Zuckerberg], Kevin Systrom su Instagram, tutte queste persone — lo sapevano consapevolmente. E l’abbiamo fatto comunque.»
Ora, non dico che queste dichiarazioni siano come un barista che si soffia il naso e poi ti serve cappuccino e cornetto senza lavarsi le mani - per me lo sono, infatti ho eliminato i social - ma, ecco, un campanellino d’allarme dovrebbe pur suonare, no? 🔔🔔🔔
Meditate, gente. Meditate...