In quest'ultima settimana ho osservato alcuni comportamenti che mi hanno colpito e che forse hanno una cosa in comune.
Ero al supermercato quando, dalla corsia accanto, ho sentito la voce di una donna che, al telefono, si lamentava con qualcuno per ciò che un’amica aveva scritto sui social.
Non ho curiosità morbose. Ma mi interessa l’umanità che mi circonda, quella che osservo ogni giorno. Ho una sensibilità che non mi permette di ignorare ciò che accade intorno a me. Mi arriva un po’ tutto: anche frammenti di conversazioni, mezze frasi, sospiri altrui. E da quando ho eliminato i social e ridimensionato l’uso del cellulare, queste frasi mi arrivano ancora più nitide:
“Non ha messo like… Ce l’ha con me”
“Ha visto la storia e non ha risposto, mi sta evitando”
“Ha commentato altri ma non me…”
“A lui dedica post, a me niente”
“Se la pensa così, non è più come me”
…
Poi ripenso a quando chiesi all’IA se abbiamo davvero potere su ciò che ci viene mostrato. La sua risposta, candida e disarmante, fu: "❌ Zero controllo umano diretto: non scegli scorrendo un menu, è l’algoritmo che decide."
Vale davvero la pena prendersi tanti attacchi di petto per contenuti che vedi solo dopo una selezione calcolata per massimizzare il tuo engagement, cioè la tua dipendenza?
È giusto affidare a un calcolo — per di più interessato — emozioni, aspettative, illusioni, desideri, attese, frustrazioni e gli altri moti dell’anima che tutti abbiamo e che ci rendono semplicemente vivi?
È quasi inevitabile, allora, che tuffandoci in questo copione invisibile scritto da freddi automatismi, finiamo su un piano inclinato alla fine del quale ci aspetta qualche fallimento. E' lì il grande inganno.
Gli amici smettono di salutarsi. Chi ci è antipatico viene isolato ancora di più. Una coppia si divide. Chi è fragile compie sciocchezze irreparabili. Il prete troppo social butta alle ortiche una vocazione che stava riavvicinando a Dio tanti nativi digitali come lui. Quanta tristezza mi mettono eventi come questi…
"Zero controllo umano diretto…
Non scegli scorrendo un menu, è l’algoritmo che decide."
Pensateci bene la prossima volta che, dopo aver letto — o non letto — contenuti o dinamiche sui social, vi siete arrabbiati, rattristati o rimasti comunque colpiti, permettendo loro di rovinarvi la giornata. Fate un gesto audace per questi tempi.
Mettete lo smartphone in un cassetto, fate due passi o qualsiasi cosa che vi permetta di pensare in maniera davvero libera e poi riprendete il cellulare ma per parlare direttamente con la persona che sta dietro quel like mancato o a una storia senza reazioni. Meglio ancora se vi incontrate davanti a un caffè…
Basteranno un paio di battute per riportare alla luce una verità offuscata da un algoritmo che calcola, ma non capisce, che sa contare tutto ma non ciò che conta davvero.