giovedì 15 gennaio 2026

La tristezza delle icone fantasma

Stamattina presto, leggevo una riflessione interessante su un malcostume sempre più diffuso:

"Non rispondere a un messaggio (...) non è un semplice gesto neutro o una dimenticanza innocua; è spesso l’espressione di un atteggiamento più profondo, di una cultura della distrazione e dell’indifferenza che si è insinuata nel tessuto delle relazioni." (Dal blog Matrimonio Cristiano)

Quante volte mandiamo un messaggio, un vocale, un pensiero, una condivisione, e dall'altra parte… Il silenzio.

La vita frenetica e l’eccesso di notifiche hanno finito per svuotare anche la comunicazione digitale. Le usiamo tutti, alcuni vivono ormai solo di chat e social. E così, piano piano, l’interlocutore si è ridotto a un’iconcina senza peso, a un francobollo sbiadito, a una pecetta marginale.

Ecco un altro tranello in cui - chi più, chi meno - siamo caduti tutti. Ho amici che conosco da trent’anni, eppure le loro chat sono piene di miei messaggi rimasti sospesi nel vuoto. All’inizio ci soffrivo.

Poi mi accorgevo che, nelle amicizie autentiche, bastava un incontro, una telefonata, meglio ancora una videochiamata per riprendere un discorso lasciato in sospeso.

In altri casi l’amicizia si riduceva a uno scambio di messaggi: la vita corre per tutti e, forse, per alcuni va bene così.

Poi ci sono quelli che, senza cattiveria deliberata, hanno trasformato la mia app di messaggistica in un piccolo cimitero di chat senza risposta. E quella cosa mi intristiva.

Col tempo però ho capito che, in un’altra epoca, sarebbero semplicemente state persone con cui, a un certo punto, ci si perdeva di vista. Senza frizioni, senza incomprensioni: era la vita che faceva il suo corso.

La rete e i social, invece, ci permettono da anni di sbirciare le vite degli altri senza entrare davvero in relazione con loro. E così ci illudiamo di avere con quelle iconcine un’amicizia, un legame, una confidenza o anche solo un rapporto di cameratismo, di vicinanza di idee, di passioni condivise.

L'amico con cui hai condiviso anni di vita intensa diventa una telefonata, poi una chat, poi una storia su Instagram o uno status su Uazzapp e a molti viene naturale ignorare un messaggio di quell'iconcina che ti ritrovi sul cellulare solo perché non hai avuto il coraggio di eliminarlo dalla rubrica.

È proprio lì che il non detto, l’assenza di relazione, emerge tutto insieme nel silenzio assordante di un messaggio lasciato senza risposta.

La soluzione, secondo me?

Una telefonata, una chiacchiera davanti a un caffè, un abbraccio: gesti semplici che possono recuperare un’amicizia sbiadita da anni di chat alle quali abbiamo affidato ciò che non potevano mantenere. Che bello quando ci si riesce...

Ma se non risponde o declina l’invito?

Allora lo si lascia andare serenamente, proprio come facevamo prima di farci lentamente rincitrullire dalla ragnatela mondiale.