domenica 30 novembre 2025

Tra Masini e Numa Pompilio, la mia sfida con l'anagrafe

Sento sempre più spesso frasi del tipo - L'età è un fatto anagrafico… E' quella che ti senti… - Vallo a dire a gomiti e ginocchia che quanto a rughe non mentono. Spiegalo a dolori articolari e alla barba bianca, o a quel nome che ti resta appeso sulla punta della lingua come Willy il Coyote che non cade nel burrone perché si acchiappa con le dita dei piedi ai bordi del dirupo.

Eppure la testa si sente giovane, una giovane mente attonita che guarda allo specchio un corpo che invecchia ed esclama - Ma com'è successo? Perché nessuno mi ha avvertito che sarei diventato una via di mezzo tra Masini e mio zio?

Meno male che Masini è un figo e che mio zio non era niente male neppure verso gli ottant'anni. Ma come far convivere questi due estremi?

Come trovare la quadra tra il ragazzo che in macchina canta a squarciagola e l'uomo che, come Numa Pompilio di Gigi Proietti né I sette re di Roma intona: "si faccio le scale ce arivo sfiatato, si provo a piegamme rimano piegato…"?

Non lo so ma trovo carino che entrambi cantino.

Poi vado a confessarmi da don Decio, prete e carissimo amico che, al termine della confessione, tra saluti e saggi consigli mi dice: "Sei un giovane la cui faccia ispira fiducia."

Se don Decio guarda un uomo alla soglia dei cinquantasei anni e vede un giovane, allora forse la verità sta proprio lì: non nell’anagrafe, non nel fisico che scrocchia e sbianca, ma nel fatto che — nonostante tutto — continuo a cantare anch’io.

O forse nel fatto che don Decio ha 85 anni...😉