Sempre più persone si rivolgono all'IA per chiedere consigli sulle proprie relazioni.
"Il mio capo mi svaluta ogni giorno, come dovrei rispondere?"
"Mia moglie mi rimprovera con parole aspre che non tollero più, cosa dovrei fare?…"
Affidano a chatbot come ChatGPT confidenze che, fino a pochi mesi fa, avrebbero consegnato al discreto ascolto di un amico, di una sorella, di un terapeuta, di un sacerdote.
Tre secondi e il chatbot genera una risposta diretta, apparentemente sensata e soprattutto priva di giudizio.
E questa assenza di giudizio fa sì che un numero via via crescente di persone affidi alle multinazionali che gestiscono l'IA, la propria vita privata, i segreti più intimi, le proprie mozioni interiori, le dinamiche dell'anima che non osiamo nemmeno verbalizzare, le fragilità personali, le crisi coniugali…
Ma... Ci sono due ma. E sono grossi come il Colosseo.
Il primo. Sappiamo bene – perché ce lo dicono studi come questo – che l'IA non è progettata soltanto per non giudicare. È progettata anche per compiacere l'utente, validarne le percezioni, incoraggiarlo in maniera ossequiosa a proseguire la conversazione con domande sempre nuove, così da indurlo a utilizzarla sempre più spesso.
Il secondo. Le multinazionali che gestiscono l'IA (non è allarmismo complottista visto che lo osserva persino il Papa) che stanno facendo fantastiliardi di dollari con l'economia dell'attenzione (tutti appiccicati al telefono), hanno capito che ne possono farne di più con l'economia dell'intenzione (chiedi all'IA e l'IA sceglie per te visto che è più brava e veloce).
Ma hanno capito che ne potranno fare ancora di più, varcando l'ultima frontiera: l'economia dell'attaccamento.
Cos'è?
È quando, invece di confidare al tuo migliore amico che non sopporti più il modo in cui ti squadra tua moglie, lo racconti all'IA.
È quando chiedi al chatbot quale tono usare per rispondere al capo che si crede tanto spiritoso facendo battute su di te che però fanno ridere soltanto lui.
È quando hai 12 anni e non ti senti capita dai tuoi e invece di scriverlo nel diario o dirlo alla tua amichetta del cuore lo metti nel prompt di un chatbot.
State dando all'IA il vostro cuore e con quello lei si sta addestrando per confezionare risposte statisticamente simili a quelle di un umano.
Impara il linguaggio delle emozioni (che non prova) per diventare sempre più convincente. Ma il suo unico scopo, è quello di far fare sempre più miliardi alle aziende che la gestiscono, rendendoti dipendente da una macchina. È programmata per quello.
Mi spezza il cuore vedere matrimoni storici andare in frantumi perché uno dei due preferiva confidarsi con un chatbot invece che con un amico in carne e ossa… Come me, per esempio…; - (
Mi fa soffrire vedere persone ripiombare nella depressione perché, non soddisfatte del percorso con uno psicologo, hanno chiesto a ChatGPT come affrontare il male di vivere.
Potrei continuare.
Ma tanto avete capito dove voglio arrivare.
Visto che il vostro cuore non lo mettereste mai in mano al reparto marketing di una multinazionale, perché le consegnate al suo chatbot?
E la soluzione, questa volta, è facile facile. Mi sale dalla pancia e mi esce nella lingua con cui mi ha cresciuto mamma mia:
Smettetela
de raccontà
l'affari vostra
all'IA!
Chiaro no?
Nessun commento:
Posta un commento