venerdì 12 giugno 2026

Noi scrolliamo, l'IA naviga e sceglie

 «È successo più velocemente di quanto avessi previsto. Pensavo che sarebbe successo alla fine del 2027, poi all’inizio del 2027 ma il traffico generato da agenti sta crescendo così rapidamente che i bot hanno già superato il traffico umano online per la prima volta nella storia di Internet».

Lo ha scritto su X Matthew Prince, co-fondatore e Ceo di Cloudflare, una rete globale che funge da intermediario tra un sito web e i suoi utenti. 

Secondo questo fornitore di servizi internet, il 57,4% delle richieste online è oggi avviato da bot, mentre solo il 42,6% proviene da esseri umani.

Esseri umani che, in un futuro sempre più vicino, potrebbero diventare irrilevanti per l'intera rete. E mentre noi scrolliamo le macchine navigano, e scelgono per noi.

Proviamo a fare due conti. Una persona acquista qualcosa dopo aver consultato in media cinque o sei siti web. Un'intelligenza artificiale può consultarne cinquemila in pochi secondi prima di arrivare alla stessa decisione.

Questo che vuol dire solo che l'IA e i siti resteranno a comunicare tra di loro lievitando tra miliardi e miliardi di terabyte?

Oppure che non è poi così strana la teoria secondo cui l'obiettivo di chi crea, sviluppa e controlla l'intelligenza artificiale sia quello di frapporsi tra l'umanità e la rete, scegliendo per noi ciò che produce più capitale?

La mente mi riporta agli anni Ottanta, quando i nostri genitori e i nostri nonni si preoccupavano del fatto che passassimo troppe ore davanti alla televisione.

Ricordo bene i loro discorsi: troppe ore immerse in immagini di violenza, superficialità e cattivo gusto avrebbero finito per rincitrullire un'intera generazione.

Chissà se tutti quei pomeriggi trascorsi stravaccati su un divano a sciropparsi in maniera acritica tanto intrattenimento, non ci abbiano in qualche modo preparati a scrollare il flusso di informazioni che oggi ci allaga senza resistenze?

Una volta ne parlai con un saggio frate francescano. Da lui ricevevo sempre quel consiglio giusto che come una lampada davanti ai miei passi mi ha spesso permesso di evitare grosse tranvate.

All'epoca mi disse una semplice frase: "Ricorda che il telecomando in mano ce l'hai tu, e puoi premere il tasto OFF quando vuoi. Lo vuoi veramente?"

Il buon padre Ottaviano ci ha lasciati prima che internet diventasse la Babele odierna. Ma non faccio nessuno sforzo a immaginarlo mentre mi guarda dai suoi occhialini tondi per dire col suo accento tedesco: "Ricorda che il pollice sullo schermo è il tuo. Puoi premere il pulsante di spegnimento quando vuoi. Lo vuoi veramente?"

E me lo immagino mentre continua a provocarmi con domande come queste…

Quando è stata l'ultima volta che hai attraversato una giornata senza sentire l'impulso di controllare uno schermo?

E l'ultima volta che hai cambiato idea dopo aver riflettuto, invece che dopo aver consumato contenuti?

E quando hai permesso a un tramonto di emozionarti e di parlarti all'anima senza pensare alla migliore inquadratura per farne una storia su IG?

Prova a passare una serata col telefono spento. Prova a metterlo in un cassetto, a lasciarlo a casa mentre porti fuori il cane…

E proverai quel brividino nella schiena che si chiama libertà.

Puoi premere il tasto OFF quando vuoi. Lo vuoi veramente?

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