giovedì 13 novembre 2025

Gentile perché forte: la lezione di papà

Leggo che oggi è la #GiornataMondialeDellaGentilezza, una virtù che sembra diventare sempre più rara.

Forse anche per questo si discute sull’idea di una legge che promuova la gentilezza nelle scuole e nella pubblica amministrazione. Un’iniziativa lodevole, a mio avviso. È giusto riportare questo tema al centro delle discussioni quotidiane.

Ma è altrettanto vero che, quando si sente il bisogno di una legge per colmare la mancanza di gesti e atteggiamenti che dovrebbero essere trasmessi in famiglia, qualcosa è andato terribilmente storto.

Il pensiero vola quasi automaticamente a mio padre, uomo gentile e ironico.

Quante volte, sin da bambino l’ho visto rispondere con ironia a battute aggressive, con intelligenza e calma agli attacchi. E quasi sempre — salvo rare eccezioni — riusciva a portare l’interlocutore più ruvido e scontroso al suo livello: quello della gentilezza e del buon umore.

Quando ci riesco sono così fiero di assomigliargli un po', ma devo ancora crescere molto in questo senso...

In ogni caso, papà era così: gentile e ironico, profondo senza perdere la sua proverbiale leggerezza, cordiale sempre. Perché? Perché era forte.

Nei quarantadue anni — troppo pochi, se devo dirlo — in cui ho avuto la fortuna di godermelo, non l’ho mai sentito alzare la voce con mia madre, né con nessuna donna.

L’ho visto arrabbiarsi solo due volte - due! - con piena ragione, e comunque senza mai perdere il controllo.

E forse è proprio questo il punto: la gentilezza non si insegna per decreto, si trasmette con l’esempio, giorno dopo giorno.

Si impara in casa, osservando gesti semplici, parole misurate, sorrisi  e battute assestate bene, che sanno disinnescare la rabbia.

Si impara da chi è forte abbastanza da scegliere la calma invece dell’urlo, il rispetto invece della prepotenza.

Bene quindi che facciano una legge che imponga a scuole e pubblica amministrazione di promuovere la gentilezza ma, è nel piccolo mondo delle relazioni familiari, che si formano gli uomini e le donne capaci di portare gentilezza nel lavoro, nella scuola, nella vita pubblica.

Perché la vera forza non è farsi temere, ma farsi ascoltare con rispetto. E la gentilezza — quella autentica, vissuta — resta il segno più chiaro di chi ha ricevuto amore ed è capace di donarlo.

4 commenti:

  1. Che bello! La vera mascolinità è quella che sa trasformare la naturale aggressività dell'uomo in pazienza, in assertività, in dominio di sé. Abbiamo estremo bisogno di uomini così, sono gli unici in grado di formare solide famiglie, educare i figli ed anche essere protagonisti della società.

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    1. Esatto. Dobbiamo puntare a educare i nostri ragazzi in questa maniera, cercando fare del tutto per riuscire a dare il buon esempio.

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  2. Grazie Ale, è proprio così, la persona forte non ha bisogno di ruggire: chi urla sta difendendo le proprie fragilità e non si rende conto di esprimere debolezza.

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  3. Si, anche se non è sempre facile capirlo e non cadere nel tranello di chi provoca, ma è un cammino graduale... :-)

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