Una ricerca, pubblicata sul 'Journal of American College Health' condotta su 64988 studenti tra i 18 e i 24 anni, ha rivelato un dato che non possiamo ignorare: chi è più presente sui social ha il 38% di probabilità in più di sentirsi solo e socialmente isolato.
Secondo questa analisi, più della metà di questi studenti si sente sola, solitudine che aumenta se questi frequentano corsi online o ibridi, se non vivono in un campus ma a casa, se sono donne o persone di colore.
Per chi pensa che la solitudine sia un problema degli anziani questa è la prova che anche i nostri figli ci combattono e questo studio svela con chiarezza che alla base c'è un uso eccessivo dei social media.
La solitudine giovanile ha gravi conseguenze sulla salute mentale e fisica, agendo come fattore di rischio per depressione, ansia, ridotta autostima, disturbi alimentari, insonnia e alterazione del ritmo sonno-veglia. A lungo termine, può alterare la struttura cerebrale, innalzare i livelli di cortisolo (stress) e aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, rendendola paragonabile a rischi per la salute come il fumo, l'obesità e dipendenze di vario genere.
Gli psicologi propongono come soluzione quella di porre un limite all'uso dei social network. Proposta condivisibile e sacrosanta perché limitano il contatto che solo un volto e una voce veri possono garantire. Senza di essi è normale che ci si senta più soli.
"Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona." - ha detto Papa Leone qualche giorno fa parlando di comunicazioni sociali - "Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica."
Giovani, tutti abbiamo bisogno di volti autentici e voci vere, volti che possiamo guardare, toccare, e voci che facciano vibrare l'aria tra noi e l'interlocutore e i cuori di tutti e se per farlo dobbiamo dimenticare qualche volta il cellulare a casa, facciamolo!
Volete compiere un gesto davvero rivoluzionario, oggi? Uscite senza telefono. Guardatevi intorno. Parlate con qualcuno e lasciatevi emozionare dai volti e dalle voci che incontrate, fossero anche quelle di un barista, di una commessa o di un passante a cui dite quanto è bello il cane che porta a passeggio.
Non lasciate che la vostra giovinezza venga archiviata in una galleria fotografica che scorrerete distrattamente anni dopo. Non permettete che i ricordi più belli siano stati in vetrina per le ventiquattr'ore di una storia IG guardata per tre fugaci secondi da occhiate distratte e imbambolate..
Uscite. Guardate. Ascoltate. Parlate. Vivete.
Perché un giorno capirete che i momenti che vi hanno cambiato non sono stati quelli in cui qualcuno ha messo un “mi piace”. Sono stati quelli in cui qualcuno vi ha guardato negli occhi.
E in quello sguardo, per un istante, vi siete sentiti meno soli. E più vivi che mai. E questo non succede su uno schermo. Succede solo nella vita vera.
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